sabato 31 gennaio 2015

Tanta salute... & Cucina. Domani 1 febbraio presso GMC srl


Sala "laboratorio gastronomico": ciascuno potrà preparare e cuocere pane, pizze e focacce con farine integrali ed ingredienti a km zero.

Sala "antiche e nuove ricette molisane" con la partecipazione di affermati chef e produttori locali.

Incontro con nutrizionisti

 (by Nicola)

mercoledì 28 gennaio 2015

Italia. Da Paese dell'Arte a Paese della prescrizione!


165.000 casi l'anno.

Questi i più eclatanti:

http://www.riparteilfuturo.it/blog/in-evidenza/casi-prescrizione/?utm_source=facebook&utm_medium=casi+prescrizione&utm_campaign=prescrizione

(by Nicola)

Università e rendita ecclesiastica

Riceviamo e pubblichiamo
I sacerdoti furono restituiti al tranquillo riposo della vita privata, per vivere delle elemosine dei fedeli, ad imitazione dei loro predecessori, gli apostoli. La totalità degli istituti di istruzione furono aperti gratuitamente al popolo e liberati in pari tempo da ogni ingerenza della Chiesa e dello Stato. Così non solo l’istruzione fu resa accessibile a tutti, ma la scienza stessa fu liberata dalle catene che le erano state imposte dai pregiudizi di classe e dal potere governativo.” 


(by Nicola)

Cemento Comune

 

Il presidente della Commissione Urbanistica in Comune, Ferdinando Massarella, è anche il progettista elettrico dei nuovi palazzi di Vazzieri. Nella stessa lottizzazione c’è anche l’architetto Vittorio Di Pardo, fratello dell’avvocato del sindaco. Diversi i progetti che vedono la collaborazione di architetti e ingegneri legati a vario titolo agli Amministratori che hanno autorizzato due grandi edificazioni residenziali da 50 mila metri cubi nella zona di Porta Napoli. Il Movimento 5 Stelle denuncia l’inopportunità politica del presidente della Commissione, che ha dato parere favorevole a iniziative imprenditoriali che coinvolgono suoi colleghi e collaboratori.

http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=18536

(by Nicola)

UNIMOLEXPO 2015 ovvero "Ma che fate all'Università? Ma venite sul Tratturo!" 1/2

(by Nicola)

martedì 27 gennaio 2015

Complesso industriale carcerario

 

Negli USA ci sono più carceri che università e college. Circa 2.2 milioni di persone "risiedono" dietro le sbarre.
Circa 1 americano adulto ogni 100 è incarcerato – uno dei tassi più alti tra tutti i paesi al mondo. Queste persone sono poveri e   di colore.
1980. Popolazione carceraria USA: 500mila.
2015: 2.2 milioni. 
Ciò ha indotto un boom dell’edilizia carceraria in piccoli centri in zone lonatne dalle grandi città.

(by Nicola)

ESCLUSIVA OML - "Programmazione strategica" Comune di Campobasso, Assessorato alla cultura 2/2


Le proposte dell'OML e delle altre Associazioni.

(by Nicola)

השואה (HaShoah, "catastrofe", "distruzione")

 

"Pace per Israele SIGNIFICA SICUREZZA, e dobbiamo con tutti i nostri mezzi proteggere il suo diritto a esistere. Israele è uno degli importanti AVAMPOSTI DELLA DEMOCRAZIA NEL MONDO, è un meraviglioso esempio di come UNA TERRA ARIDA PUO' ESSERE TRASFORMATA IN UN'OASI DI FRATELLANZA E DEMOCRAZIA. Pace per Israele significa sicurezza, e la sicurezza deve essere reale."

"Il popolo negro, amici miei, sa bene che cosa vuol dire soffrire il tormento della tirannia sotto un tiranno che non ci siamo scelti. I nostri fratelli in Africa hanno mendicato, implorato, supplicato, chiedendo che venisse riconosciuto ed attuato IL NOSTRO CONGENITO DIRITTO A VIVERE IN PACE SOTTO LA NOSTRA SOVRANITA' E NEL NOSTRO PAESE.

"Come dovrebbe essere facile, per chiunque abbia a cuore questo INALIENABILE DIRITTO UMANO, comprendere e sostenere il DIRITTO DEL POPOLO EBRAICO A VIVERE NELL'ANTICA TERRA D'ISRAELE. Gli uomini di buona volontà esultano nel vedere la promessa di Dio realizzata, nel vedere il suo popolo che torna gioiosamente a ricostruire la sua terra devastata. QUESTO E' IL SIONISMO, niente di più e niente di meno.

"Cos'è invece l'anti-sionismo? E' IL NEGARE AL POPOLO EBRAICO QUEL DIRITTO FONDAMENTALE che giustamente oggi riconosciamo ai popoli dell'Africa e che SIAMO PRONTI A CONCEDERE A TUTTE LE ALTRE NAZIONI DEL MONDO. Si tratta, amici miei, di DISCRIMINAZIONE CONTRO GLI EBREI, A CAUSA DELLA LORO EBRAICITA'. Si tratta cioè di ANTISEMITISMO.
"L'ANTISEMITA GODE di ogni opportunità che gli consente di ESPRIMERE IL SUO PREGIUDIZIO. Al giorno d'oggi però, in Occidente, PROCLAMARE CHE SI ODIANO GLI EBREI E' DIVENTATO MOLTO IMPOPOLARE. Di conseguenza, L'ANTISEMITA DEVE COSTANTEMENTE INVENTARE NUOVE FORME E NUOVE SEDI PER IL SUO VELENO. Deve camuffarsi. E allora non dice più di odiare gli Ebrei, ma solo di "essere anti-Sionista".

"Cari amici, non vi accuso di essere DELIBERATAMENTE ANTISEMITI. So che, al pari di me, siete contrari al razzismo, al pregiudizio e alla discriminazione. So però anche che siete stati sviati - al pari di altri - dall'idea che è POSSIBILE ESSERE "ANTI-SIONISTI" pur rimanendo FEDELI AI PRINCIPI CHE ASSIEME CONDIVIDIAMO. Spero che le mie parole vi RIECHEGGINO NELL'ANIMA: quando la gente CRITICA IL SIONISMO vuole dire che CE L'HA CON GLI EBREI; non facciamoci ingannare."
M.L. KING
(by Nicola)

Deposito nucleare

                                                        COMUNICATO STAMPA


Sabato 7 febbraio ore 16:30 presso la sede dei Cobas a Taranto in via Lazio 87, si terrà la riunione del sud Italia interregionale sulla questione deposito nucleare.
Vi alleghiamo, per informazione, una tabella sintetica da noi redatta che mette in rapporto gli attuali 15 criteri di esclusione dell’Ispra, 2014, con gli 11 precedenti di Enea, 2003.
Chiaramente i due studi non sono perfettamente sovrapponibili, ma dai criteri che sono più o meno simili sicuramente si evince la manica larga dell’Ispra: da qui si spiega l’aumento della superficie utile sul territorio nazionale per la scelta del sito, che passa così dallo 0.6 %, precedente, all’attuale 5 %. Bel risultato, considerando che proprio in quest’ultimo decennio in Italia si sono intensificati disastri ambientali di ogni genere e catastrofi da dissesti idro-geologici. Tutte situazioni queste sicuramente imputabili ad una “irresponsabile” attività antropica sempre più crescente.                               
In queste condizioni e con questi criteri, lo studio nonché la futura costruzione del deposito nucleare si trasformerà nell’ennesimo disastro annunciato…FERMIAMOLO
Per chi volesse approfondire l’argomento può inviarci una mail oppure entrare direttamente nei siti dell’Ispra e dell’Enea.    
Alla riunione saranno anche presenti Giorgio e Vincenzo da Roma.
Buon lavoro a tutti.

Comitato Cittadino Antinucleare Maruggio

(by Nicola)

CANTIERI ALLUVIONATI DELL'ELETTRODOTTO IN COSTRUZIONE VILLANOVA – GISSI

COMUNICATO STAMPA DEL 26 GENNAIO 2015

I CANTIERI TERNA VANNO SOTT'ACQUA.

CLAMOROSE LE IMMAGINI FOTOGRAFICHE E VIDEO DEI CANTIERI ALLUVIONATI DELL'ELETTRODOTTO IN COSTRUZIONE VILLANOVA – GISSI.

55 SOSTEGNI SU 151 IN AREE A RISCHIO IDROGEOLOGICO: SE QUESTA È UN'OPERA PUBBLICA...

IL PARADOSSO: GRAZIE ALL'OPPOSIZIONE DEI CITTADINI ALL'INSTALLAZIONE DI UN CANTIERE EVITATI ULTERIORI DANNI.

COMITATI ED ASSOCIAZIONI: FERMARE TUTTO PRIMA CHE ACCADA L'IRREPARABILE.

I cantieri Terna per l'elettrodotto Villanova – Gissi sono andati sott'acqua!
Venerdì sera e sabato mattina il Fiume Pescara ha letteralmente sommerso diversi cantieri dell'elettrodotto in provincia di Pescara e occupato aree in cui presto dovrebbero iniziare i lavori per altri sostegni. Video e fotografie raccolte sabato mattina sono inequivocabili, con scavi che sembrano diventati piscine, recinzioni divelte e strade di accesso ai cantieri che somigliano più a laghi.
Sono documenti clamorosi e impressionanti, soprattutto le immagini relative ad alcuni cantieri o siti non ancora approntati ma di futura installazione che non solo sono allagati ma risultano essere in piena corrente del fiume (come il n.15 e il n.16). Raggelante l'immagine relativa all'area del sostegno 15, posta a pochissimi metri dall'alveo normale del fiume e attualmente solo picchettata. Nelle immagini si vede l'apice del picchetto d'angolo sporgere di poco oltre il pelo dell'acqua, in piena corrente.
Sul sito che dovrebbe ospitare il sostegno 16, non ancora realizzato grazie all'azione dei proprietari e dei cittadini che si sono opposti all'occupazione, il fiume scorreva come un torrente. Arriviamo quindi al paradosso che Terna dovrebbe ringraziare quelli che allora ha definitivo “intrusi esagitati” perché se fosse stato aperto il cantiere sarebbe stato letteralmente travolto dalle acque.
Il cantiere del sostegno 19 era del tutto irraggiungibile, sommerso dall'acqua come la strada d'accesso. Inaccessibile, tranne per i gabbiani, che si vedono nelle foto volare attorno al cantiere!
Quello del sostegno 20, con tutti i materiali, risultava completamente allagato sotto più di mezzo metro d'acqua e lo scavo si presentava trasformato in una vasca d'acqua.
Tutto ciò è accaduto con una piena di modeste dimensioni. Inoltre quando siamo arrivati l'acqua era già iniziata a scendere, secondo quanto riportato dai residenti. Non osiamo immaginare cosa potrebbe accadere con un evento simile a quello del 1992 (che non fu neanche la più grave alluvione del Pescara mai registrata) o peggio.
Purtroppo quello che appare già di inaudita gravità è in realtà solo la punta dell'iceberg. Infatti più di un terzo (55 su 151 sostegni) di questa grande opera inutile è localizzato in aree classificate a rischio idrogeologico. Piloni a rischio esondazione dovrebbero essere costruiti non solo sul Pescara ma anche sul Sangro e sul Sinello. I 55 sostegni a rischio ricadono in aree appartenenti nelle seguenti categorie di rischio secondo la classificazione ufficiale delle mappe del rischio regionali (PSDA e PAI):
PERICOLOSITA' ESONDAZIONE
8 in aree a pericolosità molto elevata (P4),
4 in aree a pericolosità elevata (P3),
2 in aree a pericolosità media (P2)
4 in aree a pericolosità moderata (P1)
Subtotale 18
PERICOLOSITA' FRANA
4 in aree a pericolosità molto elevata
31 in aree a pericolosità elevata
2 in aree a pericolosità moderata
Subtotale 37
Per quanto riguarda il rischio frane sottolineiamo che i 4 sostegni nelle aree più a rischio saranno realizzati su frane attive, cioè che si stanno muovendo! Una di queste comportò qualche anno fa l'evacuazione di diverse abitazioni con gravissimi danni e l'intervento della protezione civile e ampia eco sui giornali. Proprio lì, a Guardiagrele, piazzeranno il sostegno 76! Ben 31 sono su frane attualmente quiescenti ma potenzialmente riattivabili, secondo le analisi ufficiali.
In un paese che smotta e si allaga ad ogni pioggia, causando lutti e distruzioni, ci si chiede come sia possibile progettare in questo modo infrastrutture che, anche senza ipotizzare le situazioni più critiche come i crolli, teoricamente dovrebbero funzionare in primis nelle situazioni di emergenza. In caso di black-out su questo settore dell'opera, con pioggia battente e il fiume in piena, come si andrà a svolgere i lavori d'urgenza sui piloni in piena area alluvionale? Tra le onde impetuose del fiume magari di notte?
Ci chiediamo se sia normale in un paese civile procedere in questo senso, quando la vicina Regione Marche con delibera del 2008 ha inserito, tra le aree di esclusione, proprio le aree con pericolosità elevata o molto elevata. Dopo quanto accaduto recentemente in Liguria e in Lombardia, crediamo sia indifferibile ripensare la compatibilità geologica di localizzazione di opere che teoricamente sarebbero di pubblica utilità in zone con così forti dissesti. Tra l'altro aumentare la pressione antropica su tali aree così vulnerabili, determina l'aumento del rischio sia diretto che indiretto, su altri manufatti (come case, strade, come l'autostrada Pescara – Roma che ha i sostegni in questione a pochissimi metri).
Ci si chiede come sia stato stato possibile autorizzare tutto ciò? Non pensare, tra l'altro, che per costruire l'opera bisognava lavorare in aree a rischio impiantandovi i cantieri. Purtroppo si tratta dell'ennesima conferma che in Italia ci si strappa le vesti ad ogni evento luttuoso per poi far finta di nulla e continuare a persistere negli errori; puntualmente le prime opere ad andare sott'acqua sono proprio quelle che hanno tutte le autorizzazioni.
Riteniamo che la Regione Abruzzo, titolare delle competenze sull'Autorità di Bacino, e il Ministero dell'Ambiente, responsabile della Valutazione di Impatto Ambientale, debbano immediatamente revocare in auto-tutela le autorizzazioni rilasciate.
I Comitati e le Associazioni, come al solito, avevano già lanciato l'allarme per tempo con note scritte. Ora, come sempre, abbiamo la riprova. Prima che accada l'irreparabile si chiede a tutti coloro che hanno delle responsabilità, dirette o indirette, eventualmente anche alla Magistratura, di intervenire. Per accertare se tutto ciò possa essere in regola.
I video possono essere scaricati a questo link (790 Mb): http://we.tl/pax2bdqoIQ
Alcuni video possono essere scaricati a questo link (200 Mb) http://we.tl/vlrAd7R0sp
Le fotografie in alta qualità a questo link (110 Mb): http://we.tl/VqU9pqPWSA
Le fotografie in bassa qualità a questo link (10 Mb):http://we.tl/1mbgH7gY5M
Si allega una delle tante immagini scaricabili dai link.


(by Nicola)

lunedì 26 gennaio 2015

Test di integrità e massima trasparenza. E la corruzione scompare!



http://www.beppegrillo.it/videos/0_grtgbkza.php

(by Nicola)

Il condizionamento della criminalità organizzata sulla libera determinazione degli Enti Locali. Contrasto, prevenzione, repressione. Il ruolo di vigilanza e denuncia del collegio dei revisori dei conti


Si terrà venerdì 30 gennaio a Napoli, presso l’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino, dalle ore 15.30 alle 19.30, un importante convegno, organizzato dall’Associazione Nazionale antimafia Antonino Caponnetto, di concerto con l’Ordine dei Dottori Commercialisti, sul tema “Il condizionamento della criminalità organizzata sulla libera determinazione degli Enti Locali. Contrasto, prevenzione, repressione. Il ruolo di vigilanza e denuncia del collegio dei revisori dei conti”. Oltre a numerosi altri magistrati ed altre personalità, al convegno, parteciperà come relatore il Procuratore Nazionale antimafia Dott. Franco Roberti ed il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.
L’evento è stato promosso dall’Associazione Caponnetto, da “La Voce delle Voci”, dall’Odcec e dall’Ancrel (associazione certificatori e revisori degli Enti Locali). L’iniziativa gode del patrocinio dell’Anci Campania e del Comune di Napoli.
Parteciperanno inoltre Elvio Di Cesare, Segretario Nazionale dell’Associazione Caponnetto, Vincenzo Moretta, Presidente Odcec Napoli; Salvatore Galiero, Odcec Napoli; Roberto Trivellini, presidente Ancrel, Francesco; P. Iannuzzi, Presidente Anci Campania; Salvatore Carli dell’ Associazione Caponnetto (già commissario straordinario presso il Comune di Pagani) e Rita Pennarola, de “La Voce delle Voci”. Inoltre : Alessandro Milita, Sostituto Procuratore della Repubblica di Napoli; Maria Antonietta Troncone, Procuratore Aggiunto del Tribunale di Nola; Ferruccio Capalbo, PM della Corte dei Conti Campania; Angelo Scafuri, presidente IV Sez. Tar Campania; Alberto Lucarelli, docente Diritto Costituzionale; Giovanni Granata, Odcec Campania;Maria Rosaria Ingenito Gargano, segretario Unadir e Giuseppe Terracciano, segretario Ancrel Campania.
Da Sorrento si prevede la partecipazione di  una folta delegazione composta da cittadini ed associazioni impegnate quotidianamente nella lotta alle illegalità ed alle  infiltrazioni malavitose nel territorio peninsulare. 

(by Nicola) 

ESCLUSIVA OML - "Programmazione strategica" Comune di Campobasso, Assessorato alla cultura 1/2

(by Nicola)

domenica 25 gennaio 2015

“Mai più”


(by Nicola)

"Taggando", ovvero l'era digitale che ti rende un vegetale

(by Nicola)

Diritto di "predazione!" Quale futuro per l'olio di oliva italiano?

 

"Cosa ne pensino gli assessori regionali che dovranno destinare le risorse europee con la redazione dei PSR, cosa ne pensino i capi dipartimento del ministero, e soprattutto cosa ne pensi il Ministro Martina dal dibattito non è emerso."


(by Nicola)

Corruzione. Intervista al presidente della CO.RE.A. Molise


Vincenzo Musacchio ha iniziato la sua carriera come ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna. E' divenuto poi professore a contratto presso l'Università degli studi del Molise e presso l'Alta Scuola di Formazione della Presidenza del Consiglio in Roma, dove si è occupato prevalentemente di diritto penale sostanziale e di reati contro la pubblica amministrazione. In questo contesto ha fatto parte di molteplici progetti di ricerca nazionali ed internazionali in materia di strategie di lotta alla corruzione, insieme ai colleghi Carmen Gomez Rivero dell'Università di Siviglia, Paz Mercedes de la Cuesta Aguado dell'Università di Cadice e di Yahong Zhang dell'Istituto Nazionale di Studi sulla Corruzione di Newwark negli Stati Uniti d'America. Attualmente è considerato tra i maggiori esperti di strategie di lotta alla corruzione nel nostro Paese.

Dottor Musacchio, come mai, secondo lei, non si riesce a combattere efficacemente la corruzione in questo Paese?

Ritengo che nell'ultimo ventennio è stato fatto molto poco per rendere più facile la prevenzione e la repressione di questo fenomeno delinquenziale. Al contrario, sfortunatamente, si è fatto molto per intralciare l'iter corretto dei processi per questa tipologia di reati. E devo aggiungere che ciò è stato fatto da tutti gli schieramenti politici con unica eccezione per gli esponenti del Movimento Cinque Stelle.

Spesso si ha il sentore che convenga più fare i furbi che gli onesti, se pensiamo ai condoni, allo scudo fiscale e ad altre cause di impunità. Lei cosa ne pensa?

Io credo fortemente nell'etica e nella legalità ma non posso non notare che l'Italia affonda nella corruzione imperante. I disonesti e i ladri aumentano e si sparge la convinzione che esser disonesti sia fruttuoso. Il vero dramma è che se diventa troppo conveniente fare il malfattore tutti smettono di esser onesti e si mettono a fare i delinquenti e questo vuol dire la fine, il disastro totale. Quindi, occorre impedirlo finché si è ancora in tempo.

Spesso i corrotti parlano di una magistratura politicizzata e accanita contro la politica. Lei cosa ne pensa?

Io credo che buona parte dei magistrati faccia il proprio dovere e lo faccia anche bene, il vero problema è che il politico resta avvinghiato alla propria poltrona e usa tutti i mezzi possibili e immaginabili per farla franca fino al momento in cui arrivano le forze dell'ordine per arrestarlo. Penso che se la politica li epurasse prima delle indagini, alle prime avvisaglie di corruzione, probabilmente i magistrati non interverrebbero neanche. Paolo Borsellino diceva che politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo. Ecco oggi questa opzione sembra sufficientemente chiara a tutti.

Secondo lei qual è il rapporto che ci deve essere tra politica e giustizia?

Quando parlo ai giovani nelle scuole dico spesso che i politici sono i nostri lavoratori e noi cittadini siamo i loro datori di lavoro. Uso questa metafora perché i politici sempre più spesso credono di essere i nostri datori di lavoro, i nostri “padroni”, in realtà, i veri padroni sono i cittadini. La magistratura, così come le forze di polizia, sono il presidio della legalità intesa come impedimento dei soprusi del più forte a danno del più debole. Attualmente purtroppo i soprusi del più forte sono tanti e continui perciò mi auguro fortemente che i cittadini si sveglino e cambino gli amministratori infedeli che oltraggiano la legalità, il diritto e la Costituzione.

Secondo lei, siamo davanti ad una nuova Tangentopoli? Penso ovviamente a Mafia Capitale (Roma), Scandalo Expo (Milano), Scandalo Mose (Venezia).

Quest'anno l'Italia è diventata persino primatista in tutta Europa per i livelli di corruzione, sorpassando Bulgaria e Grecia nella classifica di Transparency. La mazzette non finiscono davvero mai. Corrotti e corruttori di destra e di sinistra ritornano e, in alcuni casi, diventano “mafiosi”. Date queste premesse a mio avviso siamo messi peggio, molto peggio rispetto a tangentopoli!

Grazie mille per la disponibilità.

Grazie a voi. E’ stato un piacere. 

Intervista di Lucia De Sanctis - Giornalista freelance - Roma

(by Nicola)

venerdì 23 gennaio 2015

La famiglia

(by Nicola)

Vogliamo cominciare a bonificare dai rifiuti tossici interrati dalla camorra il Molise o no?

Riceviamo e pubblichiamo


La Camera,
premesso che:
il 31 ottobre 2013 è stato reso pubblico, su decisione dell'ufficio di presidenza della Camera dei deputati, il resoconto dell'audizione davanti alla Commissione bicamerale d'inchiesta sui rifiuti del pentito di camorra Carmine Schiavone del 7 ottobre 1997, concernente lo sversamento e l'interramento illegale di rifiuti di ogni genere, anche tossici e nocivi, non solo nel territorio campano e nel basso Lazio, ma anche nel Molise, nello specifico in tutto il territorio del Matese e nelle zone vicino Isernia;
in particolare si apprende che la suddetta attività illegale si svolgeva al nord fino a Latina, mentre a est in tutta la zona del Matese, Isernia e le zone vicine; inoltre il pentito Schiavone parla di un sistema unico di smaltimento illegale di rifiuti tossici dalla Sicilia alla Campania. Anche per la Calabria e la Puglia ha denunciato lo stesso tipo di inquinamento e di infezione derivante dallo sversamento ed interramento di tonnellate di rifiuti tossici provenienti da tutta Europa e dal Nord Italia;
la portata devastante dal punto di vista ambientale e socio sanitario derivante dallo smaltimento illegale di rifiuti tossici e pericolosi sarebbe stata nota a partire dagli anni novanta, vale a dire da oltre venti anni, senza che alcuna iniziativa realmente efficace e sistemica, soprattutto di mappatura e di bonifica, fosse intrapresa;
nello specifico, il business dello smaltimento illecito di rifiuti pericolosi in una terra come il Molise, a bassa densità abitativa e con un territorio prevalentemente collinare, pare abbia trovato sempre nuovi sbocchi;
infatti è a partire dagli anni ottanta che la contrada di Fragnete, campagna alle porte di Isernia, è stata per lungo tempo inondata di fusti contenenti rifiuti tossici e sostanze radioattive, sversate nella zona chiamata Frusc’, un bellissimo tratto di bosco dove querce e tartufi abbondavano. Il meccanismo era semplice, ed è quello denunciato dal pentito Schiavone: nelle ore notturne gli scavatori preparavano le buche e i camion dei Casalesi le riempivano con i rifiuti tossici;
le istituzioni isernine, anche a seguito delle proteste dei contadini, spostarono la discarica comunale dal bosco Frusc’ al Colle Santa Maria, sempre a Fragnete: di giorno arrivavano i rifiuti urbani prodotti dai cittadini di Isernia, di notte i carichi dei Casalesi;
nelle ore diurne, invece, capitava spesso che i rifiuti venissero gettati su copertoni di gomma ardenti e, se c'era vento, il fumo nero e irrespirabile si propagava nelle zone circostanti, da Fornelli a Castelromano, da Ravasecca a Breccelle: Fragnete, terra di contadini, viveva in anteprima quello che sarebbe poi successo nella Terra dei Fuochi;
già il rapporto Ecomafia 2005 affermava che: «Con l'esigenza di diversificare le destinazioni finali dei traffici illegali, i rifiuti speciali pericolosi sono finiti in regioni considerate immuni fino a qualche anno fa. E allora si è scoperto che i veleni sono stati scaricati anche nella verde Umbria e addirittura in Molise. Sono state coinvolte le province meno note agli onori delle cronache della criminalità ambientale tra cui Campobasso»;
la stessa Direzione nazionale antimafia, nel 2008, definisce il Molise come «punto finale di arrivo per lo smaltimento di rifiuti pericolosi, ove occultare discariche abusive con la compiacenza di alcuni proprietari corrotti»;
è infatti del 2004 un'operazione della procura della Repubblica di Larino, chiamata «Operazione Mosca» sullo smaltimento illecito di rifiuti, nel Basso Molise, provenienti dal nord Italia e gestito dalla camorra, e che ha visto coinvolti diversi personaggi con arresti e fermi con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'illecita gestione e al traffico di rifiuti pericolosi. I rifiuti, complessivamente alcune migliaia di tonnellate, contenevano arsenico e solfuri, mercurio, cromo, rame, piombo e reflui ad alta tossicità;
la Camera dei deputati il 5 novembre 2013 ha approvato alcune mozioni relative al fenomeno criminale dello sversamento ed interramento illecito dei rifiuti tossici e nocivi e al fenomeno dei roghi tossici nella cosiddetta «Terra dei fuochi» con particolare riferimento alle sole regioni Campania e Lazio; in tale sede il Governo si è impegnato, tra le altre cose, ad avviare un'indagine accurata sulla salubrità dei terreni, delle falde acquifere e dell'aria nelle aree più direttamente interessate dallo sversamento illegale di rifiuti tossici e attualmente note, anche al fine di prevenire allarmismi generalizzati che possono danneggiare il settore agroalimentare campano, che rappresenta uno dei pilastri dell'economia regionale; a fare la mappatura dei siti contaminati nel territorio delle regioni Lazio e Campania e a definire un piano di bonifiche nazionale, ai sensi dell'articolo 252, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; ad inasprire le pene per i reati ambientali, assimilandoli a quelli di stampo mafioso e/o terroristico; ad istituire quanto prima un tavolo interministeriale per assicurare – in tempi rapidi e certi – il rilancio dell'attività di bonifica dei suoli inquinati, ai fini del loro recupero e della loro riconversione;
lo smaltimento illecito di rifiuti speciali in Molise è ormai, purtroppo, conclamato e in relazione alla sola «Operazione Mosca» del 2004 lo smaltimento illecito è stato di 120 tonnellate di rifiuti speciali di industrie metallurgiche e rifiuti ospedalieri provenienti dal nord Italia. In tale occasione quattro ettari di terreno a ridosso del litorale molisano sono stati coltivati con concime ricavato da questi rifiuti e il grano prodotto conteneva un'elevatissima concentrazione di cromo; è quindi di importanza fondamentale prevedere anche per la regione Molise l'applicazione delle misure di verifica di controllo e di bonifica previste per le regioni Campania e Lazio a seguito delle mozioni in commento approvate lo scorso 5 novembre,
impegna il Governo:
ad avviare, anche per il Molise, un'indagine accurata sulla salubrità dei terreni, delle falde acquifere e dell'aria nelle aree più direttamente interessate dallo sversamento illegale di rifiuti tossici, e attualmente note, anche al fine di prevenire allarmismi generalizzati che possano danneggiare il settore agroalimentare molisano, avvalendosi delle competenti strutture sanitarie e di ricerca;
ad assumere le iniziative di competenza necessarie a verificare l'esistenza di siti da bonificare con la conseguente mappatura dei siti contaminati nel territorio della regione Molise al fine del loro inserimento in un piano di bonifiche di interesse nazionale, per il loro recupero e la loro riconversione.
(1-00247) «Venittelli, Leva, Picierno, Famiglietti, Impegno, Lattuca, Stumpo, Amendola, Senaldi, Tartaglione».

(by Nicola)

Biomasse. Il Servizio politiche energetiche annulla le autorizzazioni


A breve il video dell'OML girato in occasione dell'incontro tenutosi ieri sera a Campochiaro alla presenza dei Comitati, Associazioni, Sindaci e Avvocati.

(by Nicola)

giovedì 22 gennaio 2015

E' NATO "IL CAMPER DELLA LEGALITA'" DELL'OML

 
 
Il Camper della legalità ssarà presente nelle piazze di tutti i comuni del Molise per:

1- monitorare comportamenti, atti e situazioni che non appaiano legali;
2- verificare se, come, quando e da parte di chi la legalità sia stata compromessa o violata; 
3- avvicinare, aggregare e coinvolgere quanti disponibili a condividere e conseguire le finalità di cui sopra.

Info: segreteria@osservatoriolegalita.it
      388-900 31 51  

(by Nicola)

martedì 20 gennaio 2015

Non c'è pace "per" gli ulivi, ovvero ELETTRODOTTO GISSI-FOGGIA.


http://pasqualedilena.blogspot.it/2015/01/elettrodotto-gissi-foggia-questo.html

(by Nicola)

ESCLUSIVA OML - "Dalla mafia imprenditrice alle nuove metamorfosi della criminalità organizzata" 3/3


Le domande dei ragazzi del "Romita" al prof. Arlacchi, l'intervento del presidente dell'AIIG Molise e le novità dell'OML.

(by Nicola)

Tratturi, territorio e vie del cibo. Che fine ha fatto il porgetto "Vie e Civiltà della Transumanza" presentato il 18.07.2013?

(by Nicola)

L'eolico, Gaeta e Guardiaregia

 Riceviamo e pubblichiamo



Sono passate dal porto di Gaeta le pale destinata all’edificazione dei parchi eolici del Molise, d’Abruzzo e del Gargano. Provenivano da quattro società spagnole, tra cui la Gamesa Eolica Group leader mondiale del settore, e una francese.  Un affare milionario considerato quanta energia produce un sistema eolico.

Eppure non pulito come si potrebbe intendere se ai primi di aprile la Direzione Investigativa di Trapani su mandato dello stesso Tribunale ha messo sotto sequestro un miliardo e mezzo di euro tra beni immobili, quarantatre società di capitali con partecipazioni estere e ingentissimi patrimoni, più di 60 rapporti finanziari e decine di lussuosissime autovetture, oltre a uno splendido catamarano di 14 metri appena costruito.

Tutti beni riconducibili a Vito Nicastri, 54enne imprenditore di Alcamo, ex elettricista, soprannominato dal Financial Times come “il signore del vento”, ma anche ritenuto vicino a Cosa Nostra e in particolare al boss Matteo Messina Denaro. Da venti anni latitante, soprannominato Diabolik, attualmente il quarto latitante più ricercato del mondo.

E Gaeta? Inevitabilmente, vista la destinazione delle merci, tra il 2010 e il 2012 era il porto dove le pale eoliche e le turbine di Nicastri transitavano per le località del centro Italia dove dovevano essere installate.
Stoccate su un piazzale regolarmente preso in affitto dall’Autorità Portuale, le pale venivano poi affidate a cooperative di trasporto quali La Molisana che da anni opera nei trasporti industriali ed eccezionali sia sul territorio italiano che europeo. E che, negli ultimi anni, si è contraddistinta per il trasporto di impianti eolici in quanto dispone di veicoli speciali esclusivamente adibiti al trasporto di componenti eoliche. Tutto regolare.
Ma è la figura di Nicastri, ancora una volta, ad emergere sopra ogni altra. Professione ufficiale sviluppatore (il suo compito era di “vendere” il prodotto eolico: parchi eolici e fotovoltaici forniti chiavi in mano alle grosse aziende energetiche), innumerevoli erano le aziende che si rivolgevano a lui, Siemens, Greetech, Alerion tra le più importanti, secondo gli inquirenti metteva in contatto la mafia con le imprese pulite.

“Gli dico: Vito fai scendere gli spagnoli qua e gli dici che se non portano un altro milione e mezzo… Ma cxxxx! Loro devono sapere, prima di accendere il quadro che costa niente quel quadro non si metterà mai. Loro ci scendono con l’esercito e io la notte gli mando il topo”, è una delle intercettazione fatta a casa di alcuni mafiosi alcamesi riferita all’imprenditore che, prima di altri, aveva già capito l’enorme business delle energie rinnovabili e in breve era diventato un mago nell’ottenere concessioni dallo Stato (concessioni che in certi casi erano state negate persino all’Enel), acquistare terreni, costruire i parchi eolici e poi cederli “tutto incluso” ai grandi colossi del settore.
Nel centro Italia, passando dal porto di Gaeta.

Ideale giovani news - Francesco Furlan 


Incendio di GUardiaregia. Si indaga a tutto campo. La Procura vuole vederci chiaro. Il fascicolo al PM Venditti 

Guardiaregia. Si indaga a tutto campo sull’incendio al mezzo adibito al trasporto di pale eoliche andato distrutto nella notte scorsa nel piazzale recintato di una ditta di autotrasporti laziale. I proprietari dell’azienda sono stati ascoltati dai Carabinieri, ma non hanno saputo dare spiegazioni sull’accaduto. Alcuni giorni fa nella stessa zona sono stati esplosi colpi di arma da fuoco sulla vetrina degli uffici della ditta. L’indagine e’ coordinata dal sostituto procuratore Rossana Venditti. Occorre ricordare che l’azienda si occupa di trasporto di componenti per pale eoliche anche nella vicina regione Puglia. Gia’ qualche anno fa’ nella stessa impresa si verifico’ un simile incendio. Due mezzi andarono completamente distrutti.

by Serpico 

sabato 17 gennaio 2015

Firmato il Piano paesaggistico territoriale della Regione Puglia. E il Molise?

 
La valenza culturale e politica del piano paesaggistico: “sta nella capacità di far penetrare nella comunità regionale l’idea che il territorio non è soltanto il suolo o la società insediata, ma il patrimonio costruito nel lungo periodo, un valore aggiunto collettivo che troppo spesso è stato distrutto in nome di un indefinito e troppo spesso illusorio sviluppo economico di breve periodo.”

Angela Barbanente, VicePresidente e Assessore alla Qualità del Territorio della Regione Puglia

(by Nicola)

Panni sporchi


http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2015/01/16/news/cassonetti_gialli_raccolta_vestiti-100927937/#come

(by Nicola)