giovedì 27 giugno 2013

Isernia: Comune e costi Decreti Prefetto Piritore

Riceviamo e pubblichiamo


Chiediamo pubblicamente che il sindaco Brasiello del Comune di Isernia, oltre a bloccare le erogazioni in favore dell’ex sindaco del PDL e del segretario comunale per i motivi politici e giuridici già esposti, blocchi e riveda anche i Decreti del Prefetto Piritore in base ai quali, come è noto, vengono attribuite indennità al commissario e due sub commissari per circa 12.000 euro mensili oltre cospicui “rimborsi spese”; dunque un costo di ben oltre 120 mila euro per 10 mesi di commissariamento, più IRAP (8,5%).

Le determine comunali si sono limitate a recepire acriticamente ed apoditticamente i suddetti Decreti del prefetto Piritore, i quali stabiliscono indennità mensili di 5.146,00 euro per il Commissario ed il 70% di questa ai due sub commissari, oltre a rimborsi spese.

Si premette che la materia non è normata, ragion per cui la prassi seguita dal Ministero dell’Interno è quella di corrispondere al Commissario l’indennità prevista per il sindaco nel caso del Comune di Isernia.

Ma l’indennità di riferimento del Comune di Isernia, poiché capoluogo di provincia, è pari ad euro 3.380,04 (DM 119/2000 al netto della riduzione del 7% prevista dal D.L. 78/2010); ed essa è dimezzata ad € 1.915,00 ex lege per i dipendenti non in aspettativa. Sin qui la norma. Ma vediamo invece cosa ha fatto il Prefetto Piritore.

Ha attribuito un’indennità mensile di € 4.131,00 nonostante il citato Dm di riferimento la stabilisca invece ad € 3.380,00, a seguito della citata riduzione di legge pari al 7% . Non si comprende poi con quale criterio scientifico e giuridico la già errata maggior somma di € 4.131,00 venga ulteriormente aumentata portandola ad € 5.146,00; v’è solo di un apodittico richiamo al 10% della somma delle indennità del vicensindaco e di 4 membri giuntali (perché 4 ?), anch’esse peraltro maggiorate erratamente senza tener conto della riduzione ex lege del 7%. Tanto più ciò non si giustifica a fronte dell’affiancamento di ben due costosi sub commissari, peraltro non previsti dalla legge. Si consideri poi che il Comune di Isernia, pur rientrando nella fascia inferiore di abitanti, già gode di un maggiorazione del 33%, in quanto capoluogo di provincia.

E ancora: l’indennità non è stata dimezzata, né per il Commissario né per i due sub commissari, come dovrebbe farsi stante la disciplina su richiamata, trattandosi di dipendenti non in aspettativa che continuano a percepire la loro retribuzione prefettizia –salvo cortese smentita-. Nè è stata loro applicata la ulteriore riduzione del 30% delle indennità, prevista - per l’ente e non ad personam - dalla normativa, in conseguenza dello sforamento del patto di stabilità (norma che per i suoi versi antisociali viene invece applicata ai danni della popolazione).
 

Con l’occasione ricordiamo al Prefetto Piritore i pareri del suo stesso Ministero da noi rintracciati in rete, sulla “discrezionalità” in materia di attribuzione delle indennità al commissario prefettizio (si cita per tutti glin altri il seguente): “La circostanza della carenza di disposizioni che disciplinino espressamente la materia non significa, ovviamente, che l’emolumento in questione possa essere determinato secondo criteri di assoluta discrezionalità, ostandovi i principi che presiedono all’attività della pubblica Amministrazione, da quello della obbligatorietà della motivazione dell’atto amministrativo a quello della sua ragionevolezza, congruità, adeguatezza, economicità, ecc., tutti riconducibili ai fondamentali criteri del buon andamento e dell’imparzialità indicati dall’art. 97 della Costituzione.”


Riepilogando: l’indennità di riferimento ex lege è pari di € 1.915,00 (cioè la metà di € 3.380,00); che per 10 mesi è pari ad € 19.150,00; se ci aggiungiamo il 70% (= 13.405,00) ai due sub commissari (ma è da discutere per quanto sopra ) arriviamo ad un massimo di € 32.555,00. Altro che 120 mila euro più il resto ! Per cui chiediamo al Comune, in sede di autotutela, di agire per recuperare tali somme per le finalità sociali, fermo restando che, a prescindere dall’obiezione giuridica, rimane una seria questione sociale di fondo: basta con le generose elargizioni comunali ai ceti benestanti e che si destinino le risorse ai servizi essenziali ed alle fasce meno agiate.

27/06/2013      Il Coordinatore Tiziano Di Clemente 

(by Nicola)

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