lunedì 21 novembre 2011

Bye bye pensione di anzianità

Si va verso l'abolizione della pensione d'anzianità dopo 40 anni di lavoro. 

Alcuni opinionisti e politici hanno applaudito alla novità, rimarcandola come la "fine di un privilegio". 

Un otorinolaringoiatra ospedaliero di Genova, Roberto D'agostino, 50 anni, scrive alla Stampa interrogandosi sul suo futuro professionale e sul diritto al riposo.

 
«Io e molti altri che abbiamo studiato, usciremo a 65 anni e oltre e, nel caso decidessi di riscattare gli anni di studio, dovrò versare una quota enorme per ottenere, a mie spese, un diritto.

E' forse questo un privilegio?

E' un privilegio, dopo un periodo lunghissimo di attività, poter contare sui propri soldi accantonati durante gli anni di lavoro come pensione?

E' da stato democratico impedire a una persona di contare sui quei fondi che lo stato stesso lo ha obbligato a depositare?

E' libertà costringerlo a rimanere al lavoro, contro la sua volontà, senza consentirgli di uscire, contando su nient'altro che quello che lui stesso ha dato?

E' scandaloso dire che dopo un numero minimo di anni (se 40 possono dirsi minimo...) un lavoratore ha diritto di smettere e riposarsi?

E' qui che sta l'elemento che ha portato al tracollo il nostro sistema?

Faccio il medico ospedaliero da oltre vent'anni e ne ho 50, e ho paura al pensiero di quando sarò chiamato a far fronte a una emergenza, in piena notte, fra dieci anni e più. Ho paura per me e per i pazienti, per le mie reazioni, i miei riflessi, la mia lucidità, la mia memoria. E di sentirmi poi, come al solito, addossare le colpe se qualcosa andasse storto».

Fonte: e-dott, 21.11.2011
(by Nicola)


Caro dott. D'Agostino


FIRMI L'APPELLO 
PER LA RESTITUZIONE 
DEI "CONTRIBUTI SILENTI"
(contributi previdenziali versati  che non hanno dato luogo 
alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico).

 http://www.radicali.it/contributi-silenti

 http://www.osservatoriolegalita.it/html/content.php?id=nwsd&nw=4232429

 

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