martedì 17 ottobre 2017

19 Ottobre. La figura dell'avv.to dipendente negli studi legali




COMUNICATO STAMPA

MGA-Mobilitazione Generale degli Avvocati, sezione del Foro di Campobasso, di concerto con la Consulta delle Professioni CGIL Nazionale e la CGIL Molise, comunica che il giorno 19 Ottobre 2017 dalle ore 15.30 alle ore 19.30, presso la sala Giovannitti della CGIL Molise in Campobasso alla Via Mosca n. 11, si terrà l'incontro per esporre al pubblico la proposta di legge, contenente la "modifica dell'articolo 19 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, in materia di incompatibilità dell'esercizio della professione di avvocato", per l'abolizione dell'incompatibilità tra lavoro dipendente o parasubordinato e professione di avvocato, presentata in Parlamento lo scorso 28 giugno.

Preannunciato lo scorso 12 aprile 2016, in occasione dell’incontro-confronto tra lavoratori autonomi e subordinati, tenutosi presso la CGIL Molise, da Cristian Perniciano, responsabile della Consulta delle Professioni CGIL, e Cosimo Matteucci, presidente di M.G.A., il testo è approdato in Parlamento attraverso la voce degli onorevoli Andrea Maestri (Possibile), Chiara Gribaudo e Valentina Paris (PD), ed è il frutto del confronto costante tra la Consulta del Lavoro Professionale CGIL, in condivisione con Filcams e Nidil, e le associazioni forensi attorno al tema, da tempo discusso, dei cosiddetti "avvocati sans papier", lavoratori dipendenti "di fatto" di studi professionali, che presentano gran parte degli elementi che identificano il rapporto di subordinazione senza goderne dei diritti.

Le innovazioni legislative degli ultimi anni, che hanno introdotto modelli organizzativi comprendenti la partecipazione di soci non iscritti all’albo professionale rendono ancor più urgente una revisione dell’ordinamento della professione forense, che riconosca la figura dell’avvocato dipendente al fine di impedire il peggioramento delle loro condizioni di lavoro, predisponendo adeguati strumenti di tutela.

La proposta di Legge mira a diminuire il numero delle imprese-avvocati e il numero degli studi professionali che studi non sono, andando a razionalizzare le modalità organizzative della professione forense, e ponendo fine alla costrizione, che grava a carico di chiunque voglia svolgere la professione, di dover aprire, in fondo, una microimpresa spesso costosa e inefficiente.

Il testo in oggetto prevede infatti di far decadere l'incompatibilità tra la professione forense ed il lavoro dipendente o parasubordinato, quando tale ultimo venga svolto in via esclusiva presso lo studio di un altro avvocato o associazione professionale o società tra avvocati o multidisciplinare, purché la natura dell’attività svolta dall’avvocato riguardi esclusivamente quella riconducibile ad attività propria della professione forense.

Non si tratta, quindi, di permettere che un avvocato possa essere assunto per un qualsiasi tipo di lavoro da un qualunque datore di lavoro, essendo la proposta rivolta solo a quegli avvocati che lavorano come tali negli studi legali di altri avvocati.

Si aprirebbero così le porte alla contrattazione collettiva, per la definizione di tutti gli aspetti del nuovo rapporto di lavoro, tenendo presente l'esistenza del CCNL per gli studi professionali, la cui applicabilità agli avvocati dipendenti è appunto subordinata alla eliminazione dell’anzidetta incompatibilità.

La proposta di legge in questione innescherebbe effetti virtuosi come quello di valorizzare le collaborazioni genuine, disincentivare la concorrenza sleale ovvero la strumentalizzazione della partita iva e la simulazione di rapporti di lavoro subordinati, nonché razionalizzare le modalità organizzative della professione forense, rendendo più chiaro lo stato della categoria e le modalità con cui ogni suo componente esercita la propria attività lavorativa.

Non è obiettivo della proposta obbligare alcun avvocato ad essere dipendente.

Al contrario, la sua approvazione indirizzerebbe le collaborazioni tra liberi professionisti sul binario di una sana ed auspicabile collaborazione liberamente scelta tra due lavoratori autonomi.

Tuttavia, l’eliminazione dell’incompatibilità risolve alcuni problemi impone le discussione di altri ad essa connessi, come la questione della previdenza e della ripartizione del relativo carico contributivo tra avvocato datore di lavoro e avvocato dipendente, al diritto di esclusiva e alla definizione stessa di avvocato dipendente, parasubordinato o collaboratore autonomo, anche al fine di mantenere inalterata la natura di professione intellettuale, indipendente e liberale.

Tutto ciò determina il necessario confronto con le parti sociali, il Consiglio Nazionale Forense, l’Organismo Congressuale Forense, la Cassa Forense, ognuno per le proprie competenze e le associazioni forensi riconosciute o non riconosciute come maggiormente rappresentative dal Congresso Nazionale Forense. Il coinvolgimento nel confronto delle associazioni è imprescindibile, atteso che la loro diffusione capillare sul territorio e la volontarietà e liberalità nella scelta di aderirvi garantiscono una reale rappresentanza dei lavoratori.

Questi sono alcuni degli spunti di riflessione che offre il disegno di legge AC4408.

La discussione sul tema è stata fervida, prima e dopo la presentazione del testo in Parlamento: gli avvocati degli Ordini di Roma, Milano, Bergamo, Siena, Catania, Messina, Bari, si sono confrontati con i propri iscritti, unitamente alla Consulta delle Professioni della Cgil ed M.G.A.

L'occasione di questo confronto, non privo di criticità e dubbi, giunge anche per l'Ordine degli Avvocati di Campobasso, con l'incontro, promosso dalla Mobilitazione Generale degli Avvocati per il prossimo 19 ottobre, presso la Sala Giovannitti della CGIL Molise, in Campobasso, dalle ore 15.30 alle ore 19.30, con i saluti del Coordinatore Regionale NIDIL CGIL Molise Giovanni D’Aguanno, e del Consigliere del COA di Campobasso Delegato alla Formazione avv. Nicola Lucarelli, e l’intervento del responsabile della Consulta delle Professioni CGIL Nazionale, Cristian Perniciano - da sempre sensibile alle esigenze dei liberi professionisti, appartenenti ad ogni categoria professionale -, e dell'avv. Anna Chiara Forte, direttrice del dipartimento lavoro e politiche sindacali M.G.A.

Questi ultimi illustreranno gli aspetti tecnici della proposta di Legge all'uditorio, il cui contributo resta imprescindibile per comprendere le peculiarità della realtà professionale locale, nell'ottica di un confronto trasparente e costruttivo.

L’evento è gratuito e valido ai fini della formazione professionale con il riconoscimento di 3 crediti formativi da parte dell’Ordine degli Avvocati di Campobasso.

Cordiali saluti.





La referente MGA per il Foro Campobasso

avv.ssa Caterina Ciaccia

(by Nicola)

Attuare la Costituzione Napoli 30 settembre 2017 - Damiano Coletta

(by Nicola)

sabato 14 ottobre 2017

Pal(l)e (mini)eoliche



«Abbiamo fissato le regole e cambiato l’approccio: il cittadino non subisce più le regole – scandisce il governatore Paolo di Laura Frattura - ma è il protagonista della riforma, diventa consumatore-produttore."

Il cittadino diventa 'consumatore-produttore' di chi?

"... siamo nelle condizioni di auspicare il superamento del 50% del fabbisogno energetico da fonte rinnovabile attorno al 2040, dunque ben dieci anni prima del 2050 che è il riferimento comunitario."

E' il riferimento delle organizzazioni finanziarie e delle multinazionali che governano l'Europa. Di questa Europa vogliamo fare volentieri a meno e meno che mai vogliamo essere 'ricettacolo' della obsoleta tecnologia tedesca in fatto di eolico!

"Tutto questo con l’ambizione di essere una regione che, seppure piccola, non determina più la speculazione forte del singolo gruppo imprenditoriale o della singola realtà comunale che grazie al ritorno delle royalty riesce a risolvere i problemi del bilancio comunale"

Le royalty sono 'indennizzi (ristoro ambientale) a titolo risarcitorio per le modificazioni ambientali conseguenti ai necessari lavori per la costruzione dell'impianto! Fortunatamente molte sentenze 'acclarano la nullità di dette convenzioni, con consequente condanna, per i Comuni che hanno percepito somme, alla restituzione delle stesse (vedasi, a tal proposito, la sentenza n. 23/16 del 2 febbraio 2016 del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, che, seppur riferita alla realizzazione di un impianto idroelettrico, riguarda la totalità degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili).'
"Secondo la uniforme e consolidata giurisprudenza, il cosiddetto ristoro ambientale è ammesso solo in via eventuale, ossia per esigenze derivanti da “concentrazioni territoriali di attività, impianti e infrastrutture ad elevato impatto territoriale e non possono essere meramente patrimoniali e, se previste, devono essere concrete e realistiche, cioè determinate tenendo conto delle specifiche caratteristiche del parco eolico e del suo specifico impatto ambientale e territoriale, e devono consistere interventi specifici che compensino il detrimento ambientale determinato dal nuovo impianto (da Avv. Germana Cassar).”
Sindaco avvisato, mezzo salvato!
  
«Non ci saranno più autorizzazioni per l’eolico», scandisce il vice presidente della giunta di palazzo Vitale.

Promissio boni viri est obligatio, vice presidente!

Invece la dirigente regionale allarga il discorso all’orizzonte di interesse del Piano energetico, «strategico per il settore energetico e non solo: anche per il comparto produttivo, quello agricolo e ambientale. Settori vicini alla nostra salute e al benessere della nostra regione». Definisce il Piano energetico «un veicolo di crescita, efficienza energetica, valorizzazione del patrimonio paesaggistico e artistico». 

Gentile signora rilegga gli artt. 9 e 32 della Costituzione.

E poi ne sottolinea il legame con l’economia regionale: «Un’economia a bassa emissione di carbonio, un’economia ‘decarbonizzata’ e un ambiente ‘decarbonizzato’».

A 'decarbonizzare' l'economia di questa regione hanno già provveduto in molti, alcuni dei quali presenti all'incontro! Per averne conferma basta leggere i dati sull'occupazione...

Il Piano, spiega ancora la dirigente, prevede «la produzione di energia da fonti rinnovabili con modalità innovative, meno impattanti sul paesaggio, sul patrimonio storico-artistico e sul territorio. Per la prima volta si introducono i criteri di impianti energetici di piccola ‘taglia’, di microgenerazione distribuita, di idroelettrico di piccola taglia..."

Ai tavoli ai quali abbiamo preso parte la Sovrintendenza aveva dato parere favorevole per pali eolici non superiori a m. 20. La 'piccola taglia' alla quale fa riferimento di quanti metri é?

(by Nicola)